05/02/2012

Detrazioni fiscali del 50% sull’IMU prima casa per i disabili

 agevolazioni disabili.pngCon le correzioni apportate a fine anno sulla manovra del 2012, l’IMU,  sull’abitazione principale dei disabili diventerà più leggera.  In seguito alla presa di posizione della Lega è stato varato con il benestare delle due camere, il correttivo sulle disposizioni che riguardano le agevolazioni fiscali per le famiglie che convivono con persone disabili.  L’agevolazione riguarda appunto la possibilità  di una detrazione fiscale sull’imposta municipale da corrispondere per l’abitazione principale per il disabile pari al 50% dell’imposta dovuta (si attendono, tuttavia, nuovi provvedimento da parte dell’esecutivo che diano legittimità alla proposta votata dalle camere su tale percentuale  detrattiva, nonché le specifiche direttive da attuazione da parte dei comuni).

 

Va inoltre precisato che oltre la detrazione fiscale prevista per i disabili  è già prevista una detrazione fiscale base nella misura di 200 € con l’aggiunta di una maggiorazione (soltanto per i primi 2 anni) di 50 € per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni dimorante in modo abituale e residente anagraficamente nella casa adibita ad abitazione principale. Ad ogni modo l’importo totale della maggiorazione per ciascun figlio, al netto delle detrazione di base non può essere maggiore all’importo di 400 €, pertanto la cifra massima di 400 euro è prevista per la detrazione supplementare, quindi la detrazione complessiva potrebbe arrivare a 600 euro.   

24/09/2011

Livelli di inquadramento badanti, colf, baby sitter

Quali sono i livelli di inquadramento previsti per badanti, colf, baby sitter, ovvero per le figure lavorative di collaboratore familiare o assistente familiare ?

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18/09/2011

Mancato preavviso di licenziamento alla badante

Cosa succede in caso di mancato preavviso di licenziamento da parte della badante o da parte del datore di lavoro?

Al termine del periodo temporale di preavviso del licenziamento della badante, l’abitazione dovrà essere lasciata libera da persone e da oggetti che non sono di proprietà del datore di lavoro. Nell’ipotesi di mancato preavviso di licenziamento da parte della badante o del datore di lavoro oppure insufficiente preavviso, è dovuta dal soggetto declinante un'indennità uguale alla retribuzione equivalente al periodo temporale di preavviso di licenziamento non concesso.

E’ possibile procedere al licenziamento senza darne preavviso in caso di mancanze particolarmente gravi da non permettere la prosecuzione neanche provvisoria del rapporto di lavoro. Il licenziamento non estromette le potenziali responsabilità nelle quali possa essere incappata la badante. Alla badante che si licenzia per giusta causa spetta l'indennità di mancato preavviso.

Nell’ipotesi di morte del datore di lavoro il rapporto lavorativo può essere sciolto con il rispetto dei termini di preavviso indicati nei precedenti post. I parenti conviventi, risultanti dallo stato di famiglia, rispondono solidalmente per i crediti di lavoro maturati fino all’atto del decesso del datore di lavoro.